I formaggi del Beigua tra recupero delle tradizioni e mercato
10 giugno 2009 - L’obiettivo era quello di fare uno stracchino “vecchio stile”, di forma rotonda e fatto a mano, senza additivi di alcun genere, ma anche una toma fresca e dal gusto pieno, un primo sale “alla genovese”, morbido e dal delicato sapore di latte, e delle formaggette di cui poter consumare anche la crosta. E l’obiettivo, centrato in pochi mesi di lavoro, è stato presentato la settimana scorsa col patrocinio dell’assessorato all’agricoltura della Provincia di Genova.                                                                                                                                                         

Non è errato parlare di una rinascita per questi formaggi (ormai prossimi alla commercializzazione) che sono poi il frutto di un progetto di “base”, nato dalla volontà di utlizzare al meglio il latte prodotto dai soci della cooperativa “Allevatori e Caseificatori Riuniti Parco Monte Beigua” e di mantenere viva la presenza di chi per secoli è vissuto qui di zootecnia qui a due passi dal mare, in una delle aree più belle e ambientalmente integre di tutto il Levante ligure.

Il caseificio cooperativo, con sede nel comune di Rossiglione, ha aperto i battenti nel novembre scorso e che riceve il latte da cinquantaquattro aziende zootecniche presenti nelle valli del parco, in gran parte guidate da giovani allevatori come Davide Timossi, che della cooperativa è il presidente, che di vacche ne ha quaranta. Tante aziende di medie e piccole dimensioni, quindi, ma nel complesso una realtà diffusa e forte (510 bovine da latte, 1,2 milioni di litri di latte all’anno) ed estremamente legata alle proprie risorse foraggere, grazie ai 730 ettari di terreno coltivato per mantenere un legame con il territorio che è e deve rimanere imprescindibile e determinante.

«Questa realtà e i suoi prodotti», ha dichiarato la vicepresidente della Provincia Marina Dondero «sono simbolo dello stretto rapporto tra il territorio e le sue tradizioni e valorizzano con le produzioni lattiero-casearie locali anche il paesaggio, la cultura e l’economia delle vallate, grazie anche a tanti allevatori giovani, una grande speranza per il futuro delle attività economiche e il presidio di questa parte preziosa del territorio. È una sfida che non può non essere sostenuta con forza».

Il catalogo della cooperativa propone la “Formaggia del Castello di Campo” (toma da consumare fresca), il “Primosale alla genovese delle Valli del Turchino”, la “Formaggetta Rossiglione” (tenera e saporita) e la “Stracchinata ligure Doge di Genova”. A questi si aggiungeranno entro fine luglio le morbide “Tomette del Centenario”, dedicate a un secolo di lavoro e passione degli allevatori di queste vallate, e altri formaggi che gli esperti caseari stanno mettendo a punto in questi giorni. Nel corso della presentazione alla stampa il presidente della cooperativa ha sottolineato quantro la qualità dei prodotti sia legata al benessere degli animali allevati, « curati con amore e metodi naturali».

L’importanza di una buona pratica allevatoriale è stata ribadita da Riccardo Collu, responsabile Onaf di Genova, che ha ricordato come «l'alimentazione degli animali con foraggio locale e i metodi naturali di allevamento sono garanzia di salute, oltre che di qualità«, rammentando che «basta un solo litro di latte contenente farmaci per impedire la coagulazione di altri cinquanta litri».

I formaggi della cooperativa “Allevatori e Caseificatori Riuniti Parco Monte Beigua” punteranno ad affermare, ha precisato il responsabile marketing Claudio Torria «un’identità fortemente ligure» e ad affermarsi come «prodotto locale, a chilometro zero e filiera cortissima»,

«Il latte e i prodotti di questa nuova realtà sono molto importanti per la Liguria», ha detto infine l’assessore regionale Cassini, anche nella battaglia per la conquista “dell’Igp della Focaccia di Recco che ha bisogno di una produzione adeguata di stracchino locale e di ottima qualità».