Talebani d’Abruzzo

Spazio autogestito dal produttore(*)

Nunzio Marcelli in Afghanistan per il progetto “Enduring Cheese”. Al suo fianco un pastore nomade Kuchi

Nel 1977, più che controcorrente, sembrava impazzito : ricomprare le pecore che nessuno voleva più, rimettere insieme terreni incolti e iniziare a costruire i capannoni per la stalla e il fienile, mentre il mondo sembrava girare all’insegna di una presunta “modernità” industriale che prometteva benessere per tutti a basso costo. Ma se c’è una cosa che non manca a Nunzio Marcelli è la caparbietà e la voglia di mettersi alla prova: e oggi quella sfida, dopo oltre 30 anni, ha dimostrato tutto il suo contenuto.

Messi insieme otto soci e i terreni, comprate le pecore, iniziati i lavori, dando fondo a tutte le risorse utilizzabili, economiche, umane, familiari. Oggi l’azienda conta 1200 tra pecore e capre, produce 130 quintali di formaggi biologici e un migliaio di agnelli, oltre ai salumi e prodotti in lana, per integrare l’intera filiera.

Una foto di una trentina di anni fa: Nunzio Marcelli tira su la Porta dei Parchi con l’aiuto di un manipolo di amici

Ora conosciuta in tutto il mondo grazie all’iniziativa “Adotta una pecora – Difendi la natura!”, lanciata nel 2001 e che ad oggi conta migliaia di “genitori adottivi” per le pecore, che in cambio dell’anticipazione finanziaria per il mantenimento della loro beniamina ricevono direttamente a casa la produzione di un anno in ricotte, formaggi, calzettoni in lana, salumi e carni biologiche e garantite direttamente dal produttore.

All’attività principale negli anni si aggiungono il ristorante, dove vengono serviti i prodotti dell’azienda secondo ricette tradizionali locali, e gli alloggi per agriturismo oltre a contribuire al recupero di unità abitative storiche nel paese, mantenendone la tipologia, con il progetto di “Albergo diffuso”;  ma soprattutto l’Azienda,  Nunzio e  famiglia, continuano nel progetto di valorizzazione della pastorizia e allevamento tradizionali.

Transumanza, tosatura, preparazione del formaggio, vita “alla pecorara”, feste tradizionali legate ai ritmi della natura e delle coltivazioni: sono tutte occasioni per rilanciare un intero mondo materiale, una cultura di cui stiamo perdendo le tracce, e che lascerebbe un grande vuoto scomparendo.

Anche per questo l’Azienda entra nel circuito Fattorie Didattiche, promuovendo il contatto diretto tra bambini e studenti e le attività tradizionali di produzione del cibo, dal campo alla tavola. E sul piano internazionale, attraverso la rete dei “WWOOF”ers (Willing Workers On Organic Farms – Lavoratori volontari per le aziende biologiche) l’Azienda offre ospitalità a decine di giovani e giovanissimi da tutto il mondo, interessati a recuperare conoscenze antiche e tradizionali, per poi utilizzarle a loro volta, per se stessi o come imprenditori.

Agli stessi obiettivi di salvaguardia di attività tradizionali e della loro cura del territorio si lega la promozione di reti e consorzi, attraverso i quali sostenere e promuovere produzioni di filiera dell’area dell’Appennino Centrale. E in questo modo nasce anche il progetto dei “Pacchi di solidarietà” per dare respiro e far riprendere l’attività per un nutrito gruppo di piccoli produttori dell’aquilano, messi in ginocchio dalla crisi e dalle difficoltà economiche e logistiche nel post-terremoto.

Si intensificano così anche i contatti con i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) fino a creare un rapporto costante che porta molti acquirenti a visitare direttamente l’azienda.

Il diploma di “Adotta una pecora”. L'iniziativa, lanciata nel 2001 conta oggi migliaia di “genitori adottivi” per le pecoreA livello internazionale nascono progetti per il riconoscimento e la promozione della pastorizia tradizionale, come Pastomed, che coinvolge pastori di Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e delle regioni Abruzzo e Sardegna. Il progetto promuove uno scambio di informazioni tecniche, sociologiche e giuridiche per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza della pastorizia tradizionale transumante come presidio del territorio.

Il sostegno alla pastorizia soprattutto per piccole e piccolissime realtà tradizionali continua con la progettazione del “caseificio mobile”, premiato come una delle idee innovative più interessanti in ambito europeo. Un mini-caseificio a norma CE  con annesso punto vendita, montato su rimorchio, che consente di caseificare direttamente sui pascoli. Con lo stesso obiettivo nasce il progetto “Arma bianca”, per la per la reintroduzione del cane pastore mastino abruzzese come protettore del gregge anche nelle aree protette. La presenza dei cani rappresenta un detrattore naturale alle razzie di animali selvatici come orso e lupo, e ne consente la convivenza con le attività tradizionali, tutelando in questo modo la biodiversità del territorio.

L’Azienda partecipa ad un progetto europeo di cooperazione con i pastori palestinesi, ospitando alcuni pastori che vogliono approfondire le tecniche di caseificazione e stagionatura dei formaggi. Nel 2006 Nunzio parte alla volta dell’Afghanistan con un progetto di cooperazione, “Enduring Cheese”, per incontrare i pastori nomadi Kuchi e altre comunità interessate alle tecniche di produzione del formaggio. Il progetto vuole offrire ai pastori nomadi afgani le conoscenze formaggio stagionato (“enduring”), fonte alimentare sicura da un punto di vista igienico e fonte di reddito per le comunità pastorali, ridotte ormai allo stremo.

…e la storia continua…

Elettra Rinaldi

Anversa degli Abruzzi, 17 settembre 2008

Il pecorino: legato ai nostri territori sin dai tempi antichi, già Re dei formaggi durante il periodo di Roma, solo evocarne il nome fa tornare alla mente immagini di mari bianchi di greggi che attraversano le lunghe strade verdi dei tratturi

Maggiori informazioni su azienda e prodotti sono sul sito web “La Porta dei Parchi”

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(*) Gli spazi autogestiti dal produttore non sono a pagamento; le aziende vengono selezionate dalla direzione in base ai propri canali di conoscenza e devono rispondere a rigidi requisiti produttivi, primi tra tutti il reale benessere animale, il lavorare unicamente il proprio latte, l’esclusione di metodologie produttive da noi non condivise (mangimi o fermenti lattici industriali). I produttori sono caldamente invitati a non autocandidarsi per comparire in questa sezione. Grazie!