| La politica è in mutande sulle quote latte. Parola di Report |
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E in questo senso la trasmissione di Milena Gabanelli (l'autore del servizio, intitolato "Porca vacca" è Luca Chianca; qui un'anteprima della puntata, mentre in calce a questo articolo c'è il link alla sua versione integrale) si prefigura per essere una delle più urticanti e invise al sistema politico italiano, a chi ha gestito l'anagrafe bovina, taroccato i suoi dati, cercato di evitare che si aprisse l'immondo pentolone di una storia di abusi, soprusi e truffe di dimensioni inimmaginabili. Una vicenda che ancora una volta metterà il sistema politico del nostro Paese di fronte a responsabilità gravissime nei confronti dell'Unione Europea e dello stesso mondo allevatoriale italiano, flagellato per anni da multe che non avrebbe dovuto subire. Una politica che ha mutuato la trasparenza con la torbidezza, che ha lasciato (o lanciato?) funzionari statali di alto rango (se non per l'etica per gli stipendi percepiti) ad operare come malviventi, e che vede gli stessi Carabinieri in forze al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali come una presenza ora fastidiosa e ingombrante, per quel loro inguaribile "vizio" di investigare, di cercare e persino di trovare i responsabili dell'illecito.
Parte dei contenuti della conversazione tra Giuseppe Ambrosio - ex capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan e per decenni ai vertici della struttura ministeriale - e il tenente colonnello Marco Paolo Mantile - ex vice comandante del Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari - sono state rivelate lo scorso 24 aprile proprio da Italia Oggi (articolo "Le quote latte sono un bluff" di Luigi Chiarello) e rintracciabili online cliccando qui e rendono bene l'idea della contrapposizione tra logiche della legalità e logiche di una politica che all'illecito è avvezza con grande naturalità e sfrontatezza. Un illecito da lei stessa operato e difeso con argomenti quali l'inopportunità, e la sconvenienza che la verità venga ora a galla. In primo luogo per evitare - dice Ambrosio a Mantile nella conversazione ora agli atti del processo - di dover "restituire i 5 anni di quote che ci hanno dato, la 33 fare finta di niente e quindi togliere le quote". Un processo che come nelle più sporche trame di Stato sarebbe ora a rischio, dopo che il pm Attilio Pisani ne ha richiesto l'archiviazione, ma che potrebbe anche tenersi regolarmente a seguito dell'opposizione del "popolo degli allevatori" (una trentina, aderenti ai Cospa di varie province del nord Italia). Un'ulteriore prospettiva è quella dello slittamento al 2013 nel caso in cui si rendessero necessari supplementi d'indagine. In ogni caso, il prossimo inverno potrebbe portare qualche risposta in più alle infinite domande attorno a quel sistema torbido che di certo ancora nasconde qualcosa. Perché mai quegli "errori" di calcolo, commessi da esperti funzionari per anni? Perché Agea (Ente per le Erogazioni in Agricoltura) ha considerato produttive 300mila vacche di 80 anni inserite nel sistema informativo agricolo nazionale? Per favorire chi? Ecco perché ora risuonano forti all'orecchio le considerazioni che il ministro Catania si era profuso ad affidare settimane fa proprio a Italia Oggi: «Non può essere vero», aveva affermato il numero uno del dicastero agricolo, perché «coinvolgerebbe migliaia di aziende, centinaia di caseifici, un milione di tonnellate di latte importato in nero. Ce ne saremmo accorti. Certo, di errori amministrativi ce ne saranno a decine» e «diverso è invece l'atteggiamento fraudolento. Prima di sostenere simili accuse gli investigatori devono provarle con riscontri sul campo, altrimenti si svergogna l'intero sistema delle Dop». Ancora trenta ore per capire di più sin dove arrivi il marcio di questa storia. Il mondo degli allevatori attende giustizia. I consumatori e i cittadini tutti - tutti vittime di queste vicende - capiranno forse in futuro. Nota bene: L'intera inchiesta (15' circa) e la trascrizione delle interviste sono scaricabili dal sito di Report cliccando qui. 5 maggio 2012 Commenti (6)
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scritto da Fulgen_Zio_52, maggio 06, 2012 14:02
e gli allevatori che si sono suicidati per multe milionarie ingiuste? Chi li ridà alle loro famiglie? Nessun colpevole pagherà? Vergogna!
Processo ingannevole
scritto da Antonio Parisi, maggio 06, 2012 01:30
L'Italia deve importare latte da altri Stati europei e non deve produrne per la propria autosufficienza. E’ la Commissione Europea che ha dato vita a questo grande processo economico ingannevole, penalizzando tutti. Il problema non è solo quello di violare o meno le disposizioni. La CE è un Organo non elettivo e invia ordini, ma gli interessi quali sono? Sicuramente poco chiari.
Il Parlamento Europeo farebbe bene a togliere loro ogni potere, magari eleggere un Governo Provvisorio e lasciare libero arbitrio agli Stati che vogliano farne parte. Occorre una economia fondata sulla solidarietà sociale,senza speculazioni. Le alternative sono pari a zero. Se si continua su questa strada L’Unione Europea si sgretolerà come un castello di sabbia.
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scritto da Federica Pica, maggio 05, 2012 23:21
E quando le truffe sono degli "apparati" finisce sempre che l'ortolano siamo noi? Ma per quanto tempo ancora dobbiamo sopportare?
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### commento parzialmente oscurato per ingiurie di cui la direzione non può farsi carico legalmente ###