Taranto: la centrale del latte chiude. Labili le prospettive di un salvataggio

 Un’altra centrale del latte chiude l’attività, un altro epilogo da tempo annunciato si concretizza, e ancora decine di lavoratori rimangono senza una prospettiva occupazionale. Con le aziende dell’indotto – primi tra tutto gli allevatori – destinati anch’essi a chiudere i battenti. A Taranto la situazione non era per nulla rosea da almeno due anni, quando la Gealat rilevò le quote della centrale dalla Jonica Latte.

Da una situazione critica al preludio del tracollo, il passo è stato breve, nell’estate scorsa, con le vendite dapprima in flessione, poi via via in un vortice senza tregua, giù sino ad un -50% che non lasciava più vie d’uscita. I perché? beh, nessuna ragione meramente di mercato, nessun concorrente arrembante, nulla di tutto questo: verosimilmente una generalizzata disaffezione di molti consumatori al prodotto-latte, a seguito della pressione mediatica sul caso Ilva. Le implicazioni ambientali della vicenda, e la crescente consapevolezza della gente hanno segnato il tracollo; la gente ora lo sa: la diossina entra nella catena alimentare, non solo nelle produzioni dei campi ma anche nel ciclo alimentare degli animali da reddito, lattifere in testa.

 

Come in altre analoghe situazioni, anche qui si è manifestata qualche prospettiva di soluzione, con le dichiarazioni di interessi della Latte Rugiada di Matera e della Meridiana Agri di Altamura che, alla fine di febbraio, avrebbero sottoposto al Tribunale di Taranto (dove la centrale è stata dichiarata fallita la settimana scorsa) una dichiarazione di interesse. Inoltre, voci attendibili parlano dell’interessamento dell’imprenditore trevigiano Ghirardini che avrebbe intenzione di costituire un polo agro-alimentare in cui, oltre alla Centrale del Latte, figurerebbero la Borsci (amaro Elisir San Marzano) e la Cantina Sociale di Locorotondo (vini). Ma non solo: nelle ultime ore si sarebbe fatta avanti anche la società Valle dei Trulli (imbottigliatore di Metapontina Latte) di Cisternino, in provincia di Brindisi. Le prospettive sono legate ai piani industriali che verranno presentati; le prossime settimane saranno decisive.

 

23 marzo 2013