Parmigiano: caseifici a caccia della 'loro' soluzione alla crisi
Le regole della Comunità Europea in ambito di concorrenza in campo agro-alimentare non piacciono più alle Dop in crisi. È quanto emerge dalle recenti affermazioni di Leo Bertozzi, presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano-Reggiano, secondo cui esse «vanno aggiornate» , concedendo ai consorzi «la possibilità di governare realmente la produzione, per assumere un ruolo più autorevole sul mercato».

«Per la prima volta», ha affermato Bertozzi nel corso di una tavola rotonda nella sede del Parlamento comunitario, «queste organizzazioni hanno presentato insieme alle istituzioni europee la necessità comune di poter gestire volumi produttivi e modalità di immissione sul mercato. È infatti del tutto evidente (e la conferma più esplicita viene proprio dal nostro mercato del Parmigiano-Reggiano) che le funzioni di tutela, di vigilanza e di promozione sono fondamentali ma non sufficienti per incidere sul sostegno del reddito dei produttori».

Bertozzi ha aggiunto che anche i consumatori «non traggono alcun beneficio da situazioni di crisi come quella che stiamo vivendo, perché i prezzi si abbassano all’origine ma non al consumo e il rischio, quando tutti perdono, è che si abbassi la qualità». Quest’ultima affermazione deve apparire inquietante ai consumatori più accorti, essendo la produzione del Parmigiano-Reggiano, come tutte le Dop, garantita da un disciplinare di produzione a cui tutti i caseifici e gli stagionatori devono attenersi rigidamente.

Va registrato, inoltre, che nel corso dell’incontro i rappresentanti del consorzio hanno rinnovato con energia a Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo l’invito a ripristinare gli aiuti alla stagionatura dei formaggi duri, recentemente sospesi da Bruxelles. Si spera invece che come anticipato nella sue recente visita in Sardegna dalla commissaria europea Mariann Fischer Boel, le sovvenzioni vengano finalmente distribuite anche a favore dei piccoli produttori di altre realtà, cancellando il malcostume imperante sino a ieri di favorire sempre e solo le “major del settore”.

Nel frattempo, i presidenti di cento caseifici produttori di Parmigiano-Reggiano hanno annunciato per sabato 10 ottobre a Reggio Emilia una riunione autoconvocata e indipendente dalle strategie del consorzio, per decidere possibili contromosse alla forte crisi in atto. Secondo le prime indiscrezioni, i cento, non del tutto in linea con il consorzio, intenderebbero dare vita ad una realtà in grado di incidere sui prezzi del prodotto e di creare i presupposti per un tavolo interprofessionale che punti ad avere voce in capitolo con Gdo e commercianti.

1° ottobre 2009

Commenti (3)Add Comment
per patty
scritto da federico_angel_68, ottobre 04, 2009
Sarebbe a dire che alle brutte, prima di chiudere, qualcuno per stare dentro nel prezzo potrebbe "arrangiarsi" in qualche modo... Non vedo altra chiave di interpretazione...
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scritto da patty_scialfa, ottobre 02, 2009
«...e il rischio, quando tutti perdono, è che si abbassi la qualità»... Inquietante davvero...
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scritto da Carlo_Masciarelli, ottobre 02, 2009
Il sistemone PRRR scricchiola?

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