Cambiamenti climatici: l’Italia guarda a PastorAlp per definire le buone pratiche da adottare

Vacca al pascolo
foto Pixabay©

Il Ministero della Transizione Ecologica (Mite) ha incaricato l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) di realizzare, al pari di quanto sta avvenendo in tutti i Paesi europei, una piattaforma nazionale relativa all’adattamento ai cambiamenti climatici, con l’obiettivo di rendere disponibili informazioni, dati e strumenti operativi utili alla sensibilizzazione dei cittadini, al coinvolgimento dei diversi portatori di interesse, all’individuazione e alla pianificazione delle misure da parte di amministratori e decisori politici, allo svolgimento di ricerca scientifica basata su fonti certe e condivise.

A renderlo noto, venerdì scorso 28 ottobre, sono stati i responsabili del progetto PastorAlp, che attraverso un comunicato stampa hanno sottolineato come all’interno di detta piattaforma sia stata sviluppata una sezione dedicata alle buone pratiche attuate a livello locale in Italia, per i settori d’interesse del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. “Tra queste buone pratiche”, hanno sottolineato, “è stato selezionato proprio Life PastorAlp”.

Nello specifico, sono collegate al progetto PastorAlp tre buone pratiche assai rilevanti, e d’interesse generale per il settore: sulla “Gestione del bestiame e organizzazione aziendale” e sulle necessità di “Aumentare la disponibilità foraggera e la disponibilità idrica”.

“Essendo uno degli ecosistemi più sensibili ai cambiamenti climatici e ai disturbi antropici” sottolineano al Mite, “i pascoli alpini sono stati identificati come hotspot per quanto riguarda i cambiamenti del clima e dell’uso del suolo”.

Il progetto si propone di affrontare la vulnerabilità dei pascoli alpini e offrire strumenti per migliorarne la capacità di ridurla. L’area di studio del progetto è quella di due grandi parchi nazionali, il Parco Nazionale del Gran Paradiso (Italia) e il Parc National des Ecrins (Francia), rappresentativi degli ambienti alpini occidentali.

Partendo dalla mappatura dei pascoli alpini nelle due aree protette e dal reperimento di dati territoriali, il progetto utilizzerà le informazioni raccolte per stimare la vulnerabilità delle risorse destinate al pascolo per mezzo di appositi modelli. Questo consentirà, attraverso l’individuazione di indicatori agro-ambientali e socioeconomici, di analizzare le variazioni della distribuzione e composizione delle superfici pascolive in funzione dei cambiamenti climatici futuri.

Un progetto che coinvolge le comunità locali

In collaborazione con le comunità locali, fin dalle prime fasi del progetto, PastorAlps sviluppa nuove strategie gestionali di adattamento per far fronte agli scenari climatici attesi e mitigarne gli effetti negativi. È in programma che le pratiche gestionali che risulteranno maggiormente idonee e adeguate in termini di produttività, vegetazione e ambiente vengano testate su aree pilota. PastorAlp prevede anche la realizzazione di due aree dimostrative permanenti in cui attuare le strategie per attività di promozione, trasferimento e disseminazione.

Il progetto si propone di produrre linee guida e raccomandazioni per una maggiore efficacia decisionale nella gestione dei pascoli, al fine di fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici, nonché di realizzare una piattaforma operativa online per favorire la conoscenza delle strategie di adattamento innovative individuate e la loro adozione anche in altri contesti alpini.

31 ottobre 2022