29 gennaio 2009 - Come in diverse altre parti d’Italia (negli ultimi tempi la neve lo ha rivelato in grande evidenza) anche nella “Valle del Castelmagno” un allevatore si è lasciato tentare dalla facile prospettiva di scaricare i liquami zootecnici nell’ambiente, al fine di risparmiare qualche centinaio di Euro per lo smaltimento.

Ad accertarsi del “fattaccio” e a denunciare l’allevatore a piede libero alla Procura della Repubblica di Trento sono state le locali Guardie del Corpo Forestale dello Stato, allertate da alcune telefonate di abitanti della zona che per l’ennesima volta avevano sentito un forte cattivo odore provenire dal torrente Grana. In concomitanza del fenomeno - secondo le testimonianze raccolte - il corso d’acqua, che è meta ambìta di pescatori di trota, ha assunto un colore cupo diventando schiumoso.

La pattuglia intervenuta, una volta constatata la situazione del corso d’acqua, ha semplicemente risalito il torrente sino a individuare la vasca di stoccaggio del liquame al cui interno era stata introdotta una pompa a immersione collegata ad un tubo di circa quaranta metri, sufficiente per raggiungere il corso d’acqua.

Secondo alcune voci raccolte sul posto, il proprietario dell’impianto, D.G., sarebbe un conferitore di latte di un locale caseificio di bassa valle che già in passato ebbe seri problemi di sequestri per gravi anomalie igienico-sanitarie.

Oltre al sequestro dell’attrezzatura incriminata, D.G. rischia da 2 a 24 mesi di reclusione e una multa dai 1.500 ai 10.000 Euro, per inquinamento e abbandono di rifiuti.