Università di Zurigo: “Necessarie linee guida più precise su latte crudo e distributori”

Bicchiere di latte
foto Pixabay℗

Da alcuni anni a questa parte il mondo della ricerca scientifica in ambito microbiologico pone particolare attenzione alle problematiche sanitarie legate al latte crudo e ai formaggi che con esso vengono realizzati. Uno dei più recenti studi, svolto dall’Università di Zurigo, intitolato “Assessment of the Microbiological Quality of Raw Milk Sold Through Vending Machines at the Farm Level in Switzerland” (“Valutazione della qualità microbiologica del latte crudo venduto tramite distributori automatici a livello aziendale in Svizzera”), ha preso in esame la vendita di latte crudo effettuata tramite i distributori automatici presenti nella federazione.

Ad essere raccolti e analizzati dagli studiosi sono stati 124 campioni di latte crudo prelevati da altrettanti distributori automatici. Oltre ai parametri igienici standard (carica batterica totale ed escherichia coli), l’ambito dell’indagine riguardava gli agenti patogeni di origine alimentare, lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Mrsa) e l’Enterobacterales produttori di β-lattamasi a spettro esteso (Esbl, enzimi prodotti da batteri che conferiscono resistenza a penicilline, cefalosporine di terza e quarta generazione, ecc., limitando le opzioni terapeutiche.

“Gli isolati”, spiegano gli studiosi, “sono stati ulteriormente caratterizzati dal sequenziamento dell’intero genoma: l’Escherichia coli (Stc), che produce la tossina Shiga, è stato rilevato nel 3,2% dei casi, lo Staphylococcus aureus è nel 12,1%, la Listeria monocytogenes nel 2,4%, il Campylobacter spp. nell’1,6%, la Yersinia enterocolitica nel 29,8%, la Salmonella spp. nello 0% dei campioni. Mrsa ed Enterobacterales produttori di Esbl sono stati rilevati ciascuno nello 0,8% dei campioni”.

In sostanza, concludono ricercatori, “i risultati dello studio hanno evidenziato il potenziale rischio di infezioni di origine alimentare associate al consumo di latte crudo non trattato, nonché le carenze igieniche legate a diversi distributori automatici di latte crudo (ebbene sì, i problemi possono nascere nell’animale, in stalla ma anche spesso nei distributori stessi, quasi mai manutenuti a dovere, nda)”.

“Sulla base dei dati generati”, concludono gli autori della ricerca, “l’importanza del trattamento termico richiesto del latte crudo in Svizzera è chiaramente sottolineata. Inoltre, sembra necessaria l’emanazione di linee guida più precise e vincolanti per l’automonitoraggio e la gestione dei distributori automatici di latte crudo”.

30 marzo 2026

Per maggiori dettagli, lo studio è consultabile qui: “Assessment of the Microbiological Quality of Raw Milk Sold Through Vending Machines at the Farm Level in Switzerland” (trad. Google: “Valutazione della qualità microbiologica del latte crudo venduto tramite distributori automatici a livello aziendale in Svizzera“)