Le statunitensi Fda (Food and Drug Administration) e Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), agenzie federali per la sanità pubblica – in collaborazione con vari partner statali – stanno indagando su un focolaio di infezioni da escherichia coli legate ad alcuni formaggi a latte crudo prodotti dalla californiana Raw Farm. Mentre ne scriviamo l’indagine – che appare assai complessa – è ancora in corso.
Dall’ultimo aggiornamento, risalente al 15 marzo scorso, sono stati segnalati due nuovi soggetti colpiti da malattie legate al consumo di formaggi contaminati, che si aggiungono ai sette segnalati nelle settimane precedenti. Il totale è quindi di nove persone infette, connesse al medesimo focolaio di escherichia coli, segnalato in tre Stati: California (7), Texas (1) e Florida (1).
Cinque i bambini coinvolti
I diversi casi sono stati registrati tra il 1º settembre e il 20 febbraio scorsi, con tre pazienti ricoverati negli ospedali. In cinque casi su nove si tratta di bambini sotto i cinque anni di età, uno dei quali purtroppo colpito da sindrome emolitico-uremica, una condizione assai seria, che può causare insufficienza renale.
Ancor oggi, i funzionari della sanità pubblica stanno intervistando i soggetti colpiti dalla vicenda e – nel caso dei bambini – i loro adulti di riferimento, relativamente ai cibi che le vittime hanno mangiato nella settimana precedente all’insorgenza delle infezioni. Gli otto casi investigati sinora hanno riferito tutti di aver consumato o di essere servite prodotti lattiero-caseari crudi.
In sette casi gli intervistati hanno saputo indicare il produttore del formaggio – Raw Farm – e in cinque di essi anche il prodotto: Cheddar a latte crudo. Tre persone hanno dichiarato di aver bevuto latte crudo senza preventiva bollitura: due di averne assunto nel 2025 prodotto da Raw Farm (latte non più in commercio) e una di averlo fatto di recente, senza ricordarne il produttore.
In una nota stampa di giovedì 26 marzo scorso l’Fda comunica che “L’analisi del sequenziamento dell’intero genoma (Wgs) degli isolati di E. coli da persone malate mostra che sono tutti strettamente correlati geneticamente tra loro. Ciò significa che è probabile che le persone in questo focolaio condividano una fonte comune di infezione”.
Ispezioni (sinora) senza esito
L’Fda ha quindi avviato un’ispezione presso la sede e gli stabilimenti di Raw Farm, in coordinamento con altri partner operanti nei tre Stati interessati, senza però riuscire ad ottenere al momento alcun test positivo di escherichia coli in alcun lotto di prodotto Cheddar a latte crudo, quindi non ha potuto operare alcun richiamo di prodotto dal mercato. Ad ogni modo l’esito degli ultimi test operati dall’agenzia federale è atteso per la settimana in corso.
Nonostante ciò, l’Fda ha deciso di comunicare che la Raw Farm con sede a Fresno, California, è la probabile fonte dell’epidemia ed ha invitato l’azienda a ritirare il formaggio Cheddar a latte crudo dal mercato, senza però indicare il/i lotto/i. Un caso assai anomalo, probabilmente senza precedenti.
L’azienda non richiamerà alcun prodotto dal mercato
La risposta degli interessati non si è fatta attendere: contattato da alcune testate giornalistiche statunitensi, il presidente di Raw Farm Aaron McAfee ha respinto «ogni dubbio avanzato sulla propria produzione», aggiungendo che «non richiamerà volontariamente nessuno dei suoi prodotti a meno che non ci siano “prove dirette” che stanno facendo ammalare le persone», vale a dire «il risultato del test che mostra la presenza di escherichia coli in un prodotto Raw Farm».
«Abbiamo analizzato ottantuno campioni di nostri prodotti, da noi stessi acquistati nei negozi al dettaglio in California, dove continuiamo a vendere», ha proseguito il presidente di Raw Farm, «ed erano tutti negativi». «Se avessimo avuto qualche preoccupazione in merito», ha tagliato corto McAfee, «avremmo emesso noi stessi un richiamo volontario«.
McAfee ha inoltre affermato che «tre investigatori della Fda hanno testato i prodotti sia in azienda che presso i rivenditori per più di una settimana», confermando che «i risultati dei test degli investigatori federali non saranno disponibili fino alla prossima settimana (quella in corso, n.d.a.)».
I merito alla vicenda il Cdc ha emanato delle raccomandazioni alla popolazione, sottolineando che bere o mangiare prodotti a base di latte crudo può esporre le persone a una varietà di germi, tra cui listeria, salmonella ed escherichia coli, invitando la popolazione a “considerare di non mangiare questo formaggio sinché l’indagine non sarà ufficialmente conclusa” e “a lavare tutti gli oggetti e le superfici – come grattugie, coltelli e taglieri – che potrebbero essere stati in contatto con il formaggio, utilizzando acqua calda e sapone, a mano o in lavastoviglie”.
30 marzo 2026
Altro da Fda su questa vicenda, qui: https://www.fda.gov/food/outbreaks-foodborne-illness/outbreak-investigation-e-coli-o157h7-raw-cheddar-cheese-march-2026









