Il Servizio Federale per il Controllo Veterinario e Fitosanitario della Federazione Russa ha vietato, lo scorso martedì, l'importazione di carni e prodotti lattiero-caseari provenienti da 614 centri di produzione spagnoli (su 764 che là esportano), che non risponderebbero alle esigenze fitosanitarie richieste in quel Paese. Per giungere a queste conclusioni le autorità sanitarie russe hanno ispezionato diciannove esportatori spagnoli che operano con l'Unione Doganale di Bielorussia, Kazakistan e Russia.
La risposta del ministro dell'agricoltura spagnolo, Miguel Arias Cañete, non si è fatta attendere. Il numero uno del dicastero agricolo iberico ha definito la posizione delle autorità russe «esagerata» nei confronti dell'«eccellente qualità dei prodotti spagnoli». «La sicurezza alimentare dei nostri prodotti è elevatissima, siamo nell'Unione Europea e rispettiamo i severi meccanismi comunitari», ha dichiarato Cañete alla stampa internazionale in occasione di una riunione del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea, a Bruxelles.
«Sono convinto», ha poi aggiunto il ministro spagnolo, «che quest'affermazione sia esagerata; lavoreremo per convincere le autorità russe che lo stato di salute dei nostri animali è eccellente e che le nostre strutture sanitarie ed i nostri macelli sono all'altezza della situazione».
23 marzo 2013