Il Maiorchino, gioco di tradizione, inserito tra i beni immateriali dell’Unesco

Gioco del Maiorchino
foto Regione Siciliana©

In varie parti del mondo diverse popolazioni praticano un gioco che – pur se con denominazioni diverse e declinato in modalità differenti – consiste nel competere facendo rotolare su un declivio una forma di cacio (ruzzola). Si badi bene, in molti di quei casi si tratta di popolazioni che non hanno avuto scambi culturali tra di loro, indi per cui c’è da pensare che la foggia stessa del formaggio abbia ispirato nella storia dell’uomo varie persone a varie latitudini a divertirsi in tal modo.

Una delle aree geografiche in cui ciò accade è quella di Novara di Sicilia, nel messinese, dove il gioco prende il nome dal Maiorchino, tipico e pregiato formaggio pecorino a pasta dura.

A tale proposito, la novità di questi giorni, annunciata dalla Regione Siciliana martedì scorso, 6 dicembre, è che il Maiorchio in forma ludica è stato iscritto nel registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Il gioco, praticato soprattutto nel periodo di Carnevale, consiste nel far rotolare una forma di formaggio attraverso le stradine del centro storico della città per circa due chilometri. Commentando la notizia, l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Elvira Amata, invia il proprio «plauso alla comunità di Novara di Sicilia e al Circolo sportivo Olimpia, per il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Unesco come gioco tradizionale facente parte del patrimonio immateriale dell’Umanità».

«La tenacia con cui è stato praticato e valorizzato un gioco di strada che affonda le sue radici in oltre quattrocento anni di storia», aggiunge Amata, «è emblematico di come alcune tradizioni siano profondamente radicate nella nostra cultura».

Il conferimento del prestigioso titolo è avvenuto nel corso del 17º Comitato Unesco tenutosi a Rabat, in Marocco, che ha riconosciuto la rete dei giochi tradizionali del “Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada” Patrimonio dell’Umanità, iscrivendo nel registro delle buone pratiche di salvaguardia di detto istituto tutti i giochi delle comunità ludiche tradizionali italiane che da oltre trent’anni fanno parte delle pratiche proposte all’interno del Festival, fra i quali il lancio del Maiorchino di Novara di Sicilia.

Si tratta, ha precisato Amata, di «un valore che non è sfuggito alla Regione Siciliana, che già nel 2006 riconobbe il valore del Maiorchino come tradizione comunitaria, iscrivendo la festa di tale gioco nel libro delle celebrazioni del Reis (Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia) riconoscendone, insieme al Ciclo caseario del Maiorchino, un valore profondamente tradizionale».

L’associazione “Circolo sportivo Olimpia” di Novara di Sicilia, da oltre trentacinque anni organizza il torneo del Maiorchino, aderendo all’Aga Verona, l’Associazione che ha lanciato nel 2003 il “Tocatì”. Con la rete internazionale Tocatì, il gioco del maiorchino è stato anche iscritto all’Aejest (Associazione europea dei giochi e degli sport tradizionali) e all’Itsga (Associazione internazionale dei giochi e degli sport tradizionali).

Come si gioca a Maiorchino

Il gioco consiste nel far rotolare una forma di formaggio attraverso le stradine del centro storico della città, per circa due chilometri. Squadre composte da tre giocatori tentano di vincere l’ambita competizione, conducendo la forma al traguardo con il minor numero di lanci. Per lanciare le forme, che pesano circa dieci chili – con un diametro di trentacinque centimetri e uno scalzo di dodici – le squadre si aiutano con una lazzada, un laccio molto robusto che imprime maggiore forza al lancio.

Per tradizione, la finale del torneo si svolge sempre il giorno di martedì grasso, trasformandosi in una festa per tutto il paese: nella piazza di Novara di Sicilia, infatti, viene allestita una sorta di ovile, in cui contadini in abiti tradizionali, preparano i piatti tipici che verranno consumati poi dalla popolazione.

12 dicembre 2022