Natale di contestazione animalista per il consorzio del Grana Padano. Che risponde querelando

Protesta animalisti
foto No Food No Science©

È stato un Natale all’insegna della contestazione, quello che il mondo del Grana Padano si è trovato a vivere a due passi dalla sede del proprio consorzio di tutela. Teatro degli eventi è stato il Duomo di Santa Maria Maddalena, a Desenzano del Garda, dove martedì 23 dicembre a partire dalle 21:00 – era in programma il Concerto di Natale, sponsorizzato dal suddette ente.

Pochi minuti prima dell’inizio, con il duomo gremito di spettatori, tre attivisti – poi identificati come appartenenti all’associazione animalista “No Food No Science” – si sono avvicinati all’abside esponendo lo striscione “Non c’è Natale negli allevamenti” e aggredendo verbalmente “una narrazione non veritiera” – quella che il consorzio propone del proprio formaggio – “incentrata su spot e immagini di mucche al pascolo” e più in generale di un “mondo idilliaco che non esiste”, trattandosi “nella gran parte dei casi”, hanno spiegato gli animalisti, “di allevamenti intensivi”. “Allevamenti”, hanno proseguito i tre, “in cui gli animali vivono stipati, in condizioni igieniche precarie, trattati come macchine riproduttive”.

logo “No Food No Science”Gli attivisti hanno incalzato il consorzio sostenendo che “non è possibile produrre formaggi senza sfruttamento animale, in un sistema che toglie il latte destinato all’allattamento dei piccoli per produrne formaggi, separando i vitelli dalle madri già alla nascita”.

Berni: “Risponderanno in tribunale delle loro azioni”

La replica del consorzio non si è fatta attendere. A poche ore dall’’avvenuta incursione, il Consorzio di Tutela del Grana Padano ha annunciato la propria determinazione a procedere con una denuncia nei confronti dei manifestanti: «Questi sprovveduti», ha commentato il direttore dell’ente Stefano Berni, «risponderanno in tribunale delle loro azioni diffamanti».

«Come abbiamo ribadito nei commenti a tutti gli altri casi di analoghe contestazioni», ha precisato il direttore del consorzio, «ci troviamo di fronte a sparuti gruppi che fungono da servi sciocchi – o ancor peggio prezzolati – di multinazionali che investono sul cibo sintetico per sostituire il cibo d’origine animale. Pensando ai 10 miliardi di persone che popoleranno il mondo tra appena una ventina d’anni, è evidente che l’alimentazione, già settore economico importante oggi, sarà il business del futuro».

«Si orientano verso il cibo sintetico», ha concluso Berni, «dannoso per ambiente e salute, oppure verso quello fortemente processato, il “cibo monster”. Per muovere queste pericolose rivoluzioni, vengono finanziati collettivi e associazioni che diventano strumenti anche ignari per la diffusione di pericolose bugie».

I precedenti di “No Food No Science”

Per quanto nata di recente (nel 2024 a Mantova, in opposizione al Food & Science Festival”, di cui Grana Padano è main partner), “No Food No Science” è già stata minacciata di querela dal suddetto consorzio: accadde nel maggio scorso a Mantova, dopo che alcuni suoi attivisti lanciarono letame sulla fotografia di Renato Zaghini, presidente dell’ente gardesano.

In quell’occasione i vertici dell’associazione spiegarono la loro azione affermando che “gli animali non sono sacrificabili per i profitti della zootecnia o per esperimenti di laboratorio”, e precisarono che “siamo presenti a Mantova con dibattiti e manifestazioni in contrapposizione al “Food & Science Festival”, che consacra il sodalizio tra le istituzioni politiche e la grande industria di macelli e caseifici”.

“La nostra richiesta”, precisarono allora gli attivisti, “è chiara: vogliamo che la zootecnia resti fuori dagli eventi cittadini. Continuiamo la nostra protesta nella nostra città e la espandiamo nel “triangolo della morte” (Mantova, Brescia e Cremona, dove si concentrano molti allevamenti intensivi) e siamo intenzionati a portare la nostra protesta ovunque le aziende che abbiamo cominciato a prendere di mira porteranno il proprio logo per ripulirsi la faccia”. “Chiediamo”, precisano adesso, “che gli organizzatori degli eventi natalizi di Desenzano si dissocino da Grana Padano e smettano di collaborare con gli sfruttatori di animali”.

30 dicembre 2025